I messaggi S.O.S del Miradouro de Santa Luzia

Un messaggio di aiuto da un povero Azulejo…

Image

Pubblicato in Luoghi | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

“Buona Notte Lisbona”

Le case, antiche dimore eleganti, che per anni e anni hanno accolto distinte famiglie portoghesi, si ribellano al loro destino decadente. Dimenticate dal Comune di Lisbona e ignorate dai passanti, attirano gli sguardi sconcertati di chi non passa tutti i giorni sulle loro strade.
Edifici d’epoca pieni di memoria nel cuore della città totalmente sventrati e abbandonati a loro stessi. Oppure soffocati dalle finestre murate.
Alcuni di loro hanno avuto però una sorte differente, diventando la tela di artisti  che raccontano storie magiche sulle pareti di queste case sfortunate, facendo sognare anche chi non è abituato ad alzare la testa per guardare in alto.

 

Pubblicato in Luoghi | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

La Casa delle Sorprese (alentejane)

Pensando e ripensando alla fine ho ceduto al “peccato di gola” e alla tentazione di essere turistica ( perché molto spesso questo è uno dei luoghi segnalati dalle guide) .

Decido così di raccontare uno dei ristoranti che, appena arrivata a Lisbona, mi hanno affascinato di più.

Ancora studentessa Erasmus, con guida turistica alla mano, mi sono imbattuta in questa stupenda costruzione arabeggiante, che si è anche rivelata un ottimo Ristorante con cucina tipica Alentejana.

Il Ristorante è in Rua Portas Santo Antao n° 58,  appunto in una delle zone più turistiche di Lisbona, dove ci sono tutti quei ristorantini “acchiappa allocchi”, con prezzi molto più alti rispetto ai ristoranti portoghesi tradizionali e con una qualità di cibo molto peggiore.

La porta d’ingresso è discreta, e a quanto ricordo, non c’è nessun addetto ” acchiappa allocchi” con menù in mano che ti urla in faccia la lista delle pietanze e i costi “così economici” dei vini.

Entrando invece si accede ad un giardino con un’esplosione di colori per nulla discreti, con mosaici colorati, colonne, palme e una fontana centrale con acqua corrente.

Il ristorante è al primo piano, per arrivarci è necessario percorrere una sontuosa scalinata decorata con statue e vetrate colorate.

Casa do Alentejo ha anche una sala che pare una sala delle danze e dei banchetti, con un piccolo palco per eventuali spettacoli privati (?), un lampadario importante e tavolini con poltroncine bianche intarsiate.  Viene da chiedersi per quali eleganti eventi fosse dedicato questo spazio originariamente.

La sala dove ho consumato la mia deliziosa cenetta era più spartana, ma con pareti raffiguranti una battuta di caccia e un adorabile caminetto.

Ovviamente consiglio, anche se rischio di essere banale e anche un po’ “guida turistica”, di assaggiare il Porco all’Alentejana, (Maiale con le vongole) che, sì, è buonissimo e no, non è un accostamento insolito, e le Migas (Mollica di pane fritta con carne di maiale).

Il ricordo della prima serata alla Casa do Alentejo, con il mio caro “amico Erasmus” Domenico è uno di quelli che mi è rimasto più impresso.

Forse sarà stato anche per il fatto che era una delle ultime sere che passavo a Lisbona come studentessa Erasmus, forse perchè ho pensato che era un peccato avere scoperto un luogo così affascinate solo alla fine del mio viaggio, o forse perchè ho riflettuto sull’eventualità di essermi persa altri stupendi posti come quello, che quindi non avrei mai avuto la possibilità di conoscere.

Fatto sta che la “Casa do Alentejo” è una vera Casa delle sorprese, perché la facciata dell’edificio, grigia e consumata non rivela per nulla la sua bellezza all’interno.

Fatto sta che  è un primo punto d’incontro tra me e la vostra guida turistica.

Image

Image

Image

Pubblicato in Ristoranti e Bar | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Il dilemma della valigia

Acquistato volo (andata e ritorno) per Lisbona per Maggio.

Ora, pur mancando una settimana, non posso far a meno di pensare a COSA METTERE IN VALIGIA.

Per me è una questione abbastanza importante visto  che vado a trovare quello specifico portoghese. 

Non resisto mai, e alla fine infilo sempre il 50% di vestiti in più rispetto a quelli che userò. E ci stanno sempre anche un paio di scarpe col tacco altissimo, che puntualmente restano per tutta la permanenza nel loro bel sacchettino bianco da viaggio.

Comunque, mettendo da parte le mie problematiche con la valigia, passerei ai suggerimenti sulla valigia di chi decide di passare un week end a Lisbona.

Innanzitutto: a Lisbona fa freddo. Questa strana affermazione sembra un non-sense… ma purtroppo ho dovuto sperimentare sulla mia pelle il vento dell’oceano anche nelle sere più calde d’estate.

Per cui direi, se si parte tra Maggio e Settembre, infilare sempre un bel giubbotto di pelle e una sciarpina leggera anti -maldigola. 

Poi ovviamente il tipico abbigliamento da “strati a cipolla” è sempre consigliato, perché al sole fa caldo… ma all’ombra c’è sempre questo venticello simpatico che fa venire i brividi.

Le scarpe… Se siete come me e non riuscite a rinunciare a portare un paio di scarpe col tacco, perchè… non si sa mai… Vi comunico che Lisbona si sviluppa su 7 colline, e non solo, è anche letteralmente lastricata di quegli infidi e scivolosi sanpietrini a causa dei quali sicuramente qualsiasi indossatrice di tacchi ha sacrificato almeno un paio di scarpe “buone”. Per cui più che scarpe col tacco, suggerisco le scarpe con la zeppa, più sicure, comode, e si adattano anche meglio allo stile della città.

 Un vestitino leggero e colorato per la sera e via. La valigia è pronta.

Non vi resta che imbarcare il bagaglio e sperare che non ci siano passeggeri che fanno scalo a Lisbona per poi andare in Brasile, potreste anche dover andare a recuperarlo a Rio 😛

 

 

Pubblicato in Lisboa Tips | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Back to the Tropical 70’s

Tangaroa, un nome esotico e misterioso. “Sicuramente sarà un bar sulla spiaggia con ombrelloni di paglia e frutta tropicale ovunque! ” questa è la prima cosa che ho pensato quando ho sentito nominare questo locale.

Ma ho iniziato a cambiare idea nel momento in cui, invece di dirigerci verso la costa, ci siamo addentrati in quell’area della città quasi sconosciuta ai turisti. Quell’area dove non si trovano negozi che vendono piccole torri di Belem in resina e galli di Barcelos in legno (?) colorato.

All’ingresso del Bar, in via Almirante Reis  civico n°194 (potrei anche non indicare il numero civico… il locale è molto ben idenficabile dalla sua facciata a forma di capanna, in legno (?) con decorazioni di maschere indigene nere e rosse ) , un signore sui 60 anni, in giacca e cravatta  sorride ed apre la porta.

Entrati nel locale ho avuto la sensazione di tornare indietro nel tempo. Tutto l’arredamento, dalle sedie con imbottitura a fantasia geometrica, alla moquete per terra, alla fontana di finto marmo da cui scorre incessantemente acqua di una fonte magica arrivata da terre lontane (?) e persino la divisa del barista sembra uscire da un film degli anni 70′.

Siamo stati  catapultati in un’epoca lontana,  in un’isola tropicale magica e un po’ vintage, dove il tempo si è fermato.

Il menù contribuisce ad accentuare questa atmosfera, ciascun cocktail ha una propria storia avvincente ed appassionate che racconta la storia di un amante deluso ha pianto davanti alla luna, o di una donna che aspetta sulla spiaggia il suo compagno che ritorni da un viaggio lontano.

Quando è arrivato il cameriere, ho solo detto: “vorrei un cocktail con il fumo” , Perchè sì, ci sono anche i cocktail tropicali che “fumano” ( ovviamente niente di nocivo o allucinogeno).

Il cameriere mi ha guardato, quasi rassegnato ” abbiamo 35 cocktail… di questi 30 hanno il fumo”.

Consiglio quindi di prendersi un po’ di tempo per leggere tutto il menù, che fa un po’ parte dell’esperienza di questo particolare bar, prima di scegliere il cocktail giusto.

Nel caso (improbabile) che non troviate posto a sedere al Tangaroa, ho la soluzione ideale per voi: alla porta accanto c’è il Bora Bora, locale praticamente gemello del Tangaroa, stesso signore sulla sessantina alla porta con giacca e cravatta, stessa atmosfera 70’s e stessi cocktail fumosi.

Io preferisco il Tangaroa, ma non saprei dare una spiegazione razionale. Per cui arrivati all’ingresso, scegliete d’istinto quello che più vi fa sentire tropical. Tropical 70’s.


Pubblicato in Ristoranti e Bar | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Tra ami, fili, esche e tonno in scatola

Visto che ci sono così tante cose da raccontare e luoghi da descrivere e che è veramente impossibile sceglierne uno per iniziare, inizierò dalla fine, cioè dall’ultimo posto in cui sono stata che mi ha colpito.

Si chiama Sol e Pesca e si trova in via Rua Nova do Carvalho, nella nuova zona di locali notturni a Lisbona, Cais do Sodre.

E’ un locale minuscolo, con dei vecchi tavolini di legno un po’ ammaccati e un pavimento vecchio e malconcio ma con  una caratteristica unica. Seduta a bere una birra fresca, ti ritrovi circondata di centinaia e centinaia di scatolette di latta, di tonno, acciughe, alici, uova di pesce.. e chi più ne ha più ne metta, chiuse in vetrinette in stile vecchia drogheria. Guardi il menù per scegliere qualcosa da mangiare e ovviamente c’è una lista infinita di diverse varietà di cibi in scatola. Di marche diverse con i prezzi più svariati a seconda della qualità. Quando finalmente decidi quale “petisco” (stuzzichino) scegliere, alzi gli occhi verso il bancone e ti accorgi di essere in un vero negozio di pesca con ami, reti e canne da pesca. Il cameriere / barista ti consiglierà la marca più buona, o il tonno con il miglior rapporto qualità / prezzo e tu passerai una serata divertente in un luogo insolito ed originale! Una vera e propria sorpresa, come la bontà del tonno in scatola, mangiato con una torradinha appena scaldata con il burro caldo che si scioglie mischiandosi all’olio d’oliva.

Image

Pubblicato in Ristoranti e Bar | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento